Dati in tempo reale, identificazione univoca e processi connessi: perché oggi la logistica è un nodo strategico di qualità

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Negli ultimi anni il magazzino sta vivendo una trasformazione profonda: l’aumento della complessità delle supply chain, le richieste di consegna più rapide e l’attenzione crescente a qualità e sostenibilità stanno spingendo le aziende verso un modello più digitale e più tracciabile.

In questo scenario, la tracciabilità non è solo un tema operativo: è una componente di controllo e governance che coinvolge processi, sistemi informativi e standard. Lo stesso quadro normativo europeo sta andando in questa direzione: l’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR) introdurrà un Digital Product Passport, cioè un “passaporto digitale” che accompagnerà i prodotti con informazioni utili a sostenibilità e conformità. Puoi approfondire la misura direttamente sul sito della Commissione Europea.

Magazzino digitale: cosa significa davvero

Digitalizzare il magazzino non significa solo “usare un software”, ma mettere in connessione tre elementi:

  • sistemi (WMS, ERP, integrazioni),
  • dati (inventario, eventi logistici, stato della merce),
  • tecnologie di campo (barcode, RFID, sensori, automazioni).

Il cuore dell’operatività è spesso un WMS (Warehouse Management System), definito da Gartner come un software che aiuta a gestire ed eseguire in modo intelligente le operazioni di un magazzino o centro distributivo.

Raccolta dati automatica: barcode, RFID e identificazione univoca

Per ottenere tracciabilità affidabile, serve prima di tutto che l’informazione venga raccolta in modo coerente e ripetibile. Le tecnologie più diffuse sono:

  • barcode/QR code (identificazione e lettura rapida),
  • RFID (identificazione e lettura a distanza, utile su flussi e varchi),
  • serializzazione e lotti (tracciabilità per lotto o unità).

Questi strumenti diventano realmente efficaci quando si basano su standard condivisi: l’organizzazione internazionale GS1 descrive come barcode e RFID, insieme agli standard di condivisione dati, abilitino processi automatizzati e interoperabili tra partner di filiera.

Tracciabilità “a eventi”: EPCIS per ricostruire la storia del prodotto

Un trend chiave è passare dalla tracciabilità “statica” (solo anagrafiche e movimenti) alla tracciabilità “a eventi”, dove ogni passaggio rilevante viene registrato e condiviso in modo strutturato.

Lo standard più citato in questo ambito è EPCIS (Electronic Product Code Information Services), che consente di condividere informazioni sulla vita del prodotto e sul suo percorso lungo la supply chain.

Integrazione e visibilità: dal magazzino alla supply chain

Quando i sistemi sono integrati, la digitalizzazione porta benefici concreti su più livelli:

  • migliore visibilità delle giacenze e dello stato della merce,
  • riduzione degli errori di picking e spedizione,
  • gestione più strutturata di resi e non conformità,
  • supporto alla pianificazione e alla continuità operativa.

Questi elementi diventano particolarmente rilevanti quando il magazzino è un nodo critico tra produzione e cliente: più la tracciabilità è precisa, più è semplice ricostruire la catena di eventi e intervenire in modo mirato.

Tracciabilità e qualità: un tema anche di conformità

In molti contesti, la tracciabilità è anche un requisito di sistema qualità. La ISO 9001:2015, ad esempio, dedica una clausola specifica a Identificazione e rintracciabilità (8.5.2), richiedendo che prodotti e stato siano identificabili lungo le fasi e che la tracciabilità venga garantita quando applicabile.

Nel settore automotive, la IATF 16949 rafforza ulteriormente questi requisiti, richiedendo che la tracciabilità supporti una gestione efficace delle non conformità e consenta un rapido contenimento dei prodotti potenzialmente difettosi. In particolare, la norma prevede che l’organizzazione definisca modalità chiare per l’identificazione e la rintracciabilità di materie prime, lotti e componenti rilevanti, in linea con i requisiti del cliente e normativi.

L’adozione di sistemi strutturati, preferibilmente digitalizzati, contribuisce a migliorare l’affidabilità dei dati, la trasparenza dei flussi logistici e la conformità ai requisiti di qualità, supportando al contempo il miglioramento continuo del sistema di gestione.

L’approccio di Iglom

In un mercato in cui efficienza logistica, qualità e trasparenza sono sempre più connessi, la digitalizzazione del magazzino è un’evoluzione che richiede metodo: tecnologie adeguate, dati affidabili e standard condivisi lungo la filiera.

In linea con i principi di qualità e della IATF 16949, Iglom adotta un approccio strutturato e orientato al controllo dei processi, alla tracciabilità dei materiali e all’integrità delle informazioni, elementi chiave per garantire la conformità ai requisiti del cliente e del settore automotive.
Attraverso la digitalizzazione delle attività di magazzino, Iglom mira a prevenire non conformità, gestire in modo efficace le eccezioni e supportare la continuità operativa e la stabilità dei processi, contribuendo al miglioramento continuo delle prestazioni di qualità.

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