Il quadro europeo SSbD porta sicurezza chimica e valutazioni ambientali nelle prime fasi di ricerca e sviluppo.

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La Commissione europea ha pubblicato la Raccomandazione UE 2026/510 del 6 marzo 2026, dedicata alla revisione del quadro europeo per sostanze chimiche e materiali sicuri e sostenibili fin dalla progettazione. Il testo, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 10 marzo 2026, aggiorna il primo quadro Safe and Sustainable by Design (SSbD), introdotto con la Raccomandazione UE 2022/2510.

Perché la Commissione aggiorna il quadro SSbD

Il SSbD nasce per guidare ricerca, sviluppo e innovazione verso sostanze chimiche e materiali valutati già nelle fasi iniziali del progetto. La nuova Raccomandazione promuove un metodo europeo di riferimento per orientare decisioni tecniche, attività di ricerca e sviluppo di alternative più sicure.

In pratica, l’UE invita imprese, ricercatori e Stati membri a:

  • considerare sicurezza, salute, ambiente e sostenibilità già nella fase di progettazione dei prodotti;
  • ridurre o sostituire sostanze pericolose;
  • valutare l’intero ciclo di vita dei materiali;
  • favorire innovazione industriale più pulita e competitiva.

La raccomandazione non crea nuovi obblighi legali, ma fornisce linee guida volontarie per ricerca, innovazione e investimenti.

La revisione si inserisce nel percorso avviato dalla Chemical Strategy for Sustainability, che punta a rafforzare la protezione della salute umana e dell’ambiente e a promuovere l’innovazione nella chimica europea. La Raccomandazione richiama anche la necessità di sostituire, dove possibile, le sostanze che destano preoccupazione e di sviluppare soluzioni più sicure lungo l’intero ciclo di vita.

Il nuovo quadro tiene conto delle sperimentazioni condotte dopo il 2022. La Commissione ha rivisto il modello iniziale dopo un confronto con stakeholder e filiere industriali, con l’obiettivo di rendere la valutazione più chiara, più utilizzabile dalle imprese e meno pesante sul piano procedurale. Il punto centrale è l’anticipo della valutazione. Sicurezza, sostenibilità, funzionalità e circolarità entrano nel progetto prima che una sostanza o un materiale arrivino alla fase commerciale. Questo cambia il modo in cui vengono lette le scelte di formulazione, selezione delle materie prime, modifica dei processi e valutazione delle alternative.

Come funziona il nuovo modello SSbD

In concreto è previsto che:

  • le imprese valutino sicurezza, impatto ambientale e sostenibilità economica già nella fase di ricerca e progettazione;
  • si riduca o elimini l’uso di sostanze pericolose;
  • si consideri l’intero ciclo di vita del prodotto: produzione, uso, riciclo e fine vita;
  • si favorisca l’uso di materiali riciclabili, energie rinnovabili e processi a basso consumo energetico;
  • gli Stati membri sostengano ricerca, innovazione e raccolta dati condivisi;
  • università e centri di ricerca sviluppino metodi e formazione sul tema;
  • venga documentata in modo trasparente la valutazione di sicurezza e sostenibilità.

La Raccomandazione UE 2026/510 descrive un processo organizzato in cicli iterativi. Ogni ciclo comprende cinque passaggi, dalla perimetrazione iniziale fino alla documentazione dei risultati. La prima fase serve a definire il sistema da valutare, identificando sostanze, materiali, processi e prodotti coinvolti. Da qui si fissano obiettivi, principi di progettazione e criteri di decisione.

Seguono la definizione dello scenario SSbD, la valutazione di sicurezza e sostenibilità, la valutazione complessiva e la registrazione dei risultati. L’impostazione per cicli permette di tornare sulle scelte iniziali quando emergono nuovi dati, criticità tecniche o opzioni alternative.

Questo aspetto pesa molto nelle filiere chimiche, dove una modifica apparentemente limitata può incidere su prestazioni, compatibilità, classificazione, manipolazione, trasporto, uso finale e gestione del fine vita. La valutazione Safe and Sustainable by Design richiede competenze diverse, dalla chimica alla sicurezza, dalla qualità alla sostenibilità, fino alla lettura delle esigenze applicative.

L’idea centrale è:

non aspettare che un prodotto sia già sul mercato per scoprirne i problemi, ma prevenire rischi ambientali e sanitari già nella fase di progettazione. 

Il legame tra SSbD, ricerca e dati chimici

La Commissione sta spingendo l’applicazione del quadro Safe and Sustainable by Design nei programmi di finanziamento alla ricerca, compreso Horizon Europe. Questo conferma che il metodo è pensato soprattutto per accompagnare l’innovazione, lo sviluppo di nuovi materiali e la ricerca di alternative più sicure.

Un altro tassello riguarda la gestione dei dati sulle sostanze chimiche. Il Regolamento UE 2025/2455 istituisce una piattaforma comune di dati sulle sostanze chimiche e stabilisce regole affinché i dati siano reperibili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili. Il regolamento si collega all’approccio One Substance One Assessment, pensato per rendere più coordinata la valutazione delle sostanze nell’Unione europea.

Questa direzione ha effetti pratici. Le imprese dovranno lavorare meglio sulla qualità del dato tecnico e regolatorio. Informazioni sparse, versioni non allineate, valutazioni non documentate e passaggi informali renderanno più difficile rispondere alle richieste di clienti, autorità e partner di filiera.

Cosa cambia per le filiere chimiche

Il quadro SSbD tocca da vicino le filiere in cui sostanze e miscele hanno una funzione tecnica precisa. Una scelta formulativa deve essere valutata anche in base al modo in cui la sostanza viene usata, al processo in cui entra, all’esposizione possibile, alla durata, alla compatibilità con altri materiali e alla prestazione richiesta.

Nelle produzioni industriali questo approccio può incidere su sviluppo prodotto, acquisti, laboratorio, qualità, produzione e documentazione. Le aziende che lavorano con miscele, fluidi tecnici o materiali destinati ad applicazioni specifiche dovranno presidiare con attenzione il passaggio tra progettazione e produzione.

Perché riguarda anche lubrificanti e fluidi tecnici

I lubrificanti sono prodotti formulati. La loro efficacia dipende dall’equilibrio tra basi, additivi, compatibilità con l’applicazione e condizioni d’uso. Ogni modifica richiede verifiche tecniche, perché può influire su stabilità, prestazioni, classificazione, gestione documentale e comportamento durante l’utilizzo.

L’UE considera rilevanti soprattutto aspetti come:

  • biodegradabilità degli oli;
  • tossicità acquatica;
  • presenza di sostanze persistenti o pericolose;
  • emissioni e impronta carbonica;
  • riciclabilità degli imballaggi;
  • utilizzo di basi rigenerate o rinnovabili.

Il modello SSbD potrebbe favorire:

  • lubrificanti biodegradabili;
  • basi rigenerate;
  • riduzione di additivi critici;
  • formulazioni meno tossiche;
  • packaging più sostenibile.

Per le aziende chimiche questo può tradursi in attività molto concrete, come mappare le sostanze più sensibili, verificare la disponibilità dei dati, aggiornare le procedure di sviluppo prodotto, coinvolgere prima qualità e sicurezza, registrare le motivazioni delle scelte e rendere più solido il dialogo con clienti e fornitori.

Per chi produce o affida a terzi la produzione di lubrificanti, il tema passa anche dalla qualità del processo. Specifiche chiare, controllo delle materie prime, tracciabilità dei lotti, gestione delle modifiche e documentazione coerente diventano condizioni di lavoro sempre più importanti.

In questo quadro Iglom può leggere il Safe and Sustainable by Design attraverso ciò che presidia ogni giorno nella produzione conto terzi di lubrificanti e altri fluidi, dalla verifica delle specifiche alla tracciabilità, dal controllo qualità alla gestione ordinata dei flussi produttivi.

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