Il nuovo quadro europeo punta a rendere confrontabili i dati sulle emissioni dei servizi di trasporto. Per le filiere industriali, anche quella dei lubrificanti, il tema riguarda da vicino tracciabilità, rendicontazione e rapporto con clienti e fornitori.

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È stato pubblicato il Regolamento UE 2026/1030 del 29 aprile 2026, dedicato alla contabilizzazione delle emissioni di gas a effetto serra dei servizi di trasporto. Il testo istituisce un quadro europeo armonizzato per calcolare e comunicare le emissioni GHG generate dal trasporto di merci e passeggeri.

Il Regolamento, indicato anche come CountEmissionEU, nasce per ridurre la frammentazione dei metodi oggi utilizzati nella logistica. Quando imprese, operatori o clienti comunicano dati sulle emissioni dei trasporti, dovranno farlo seguendo criteri comuni. Questo punto riguarda da vicino le filiere industriali, dove i dati ambientali richiesti ai fornitori logistici entrano sempre più spesso in rendicontazioni, gare, report ESG e valutazioni di performance.

Che cos’è CountEmissionsEU

CountEmissionsEU è il quadro europeo pensato per armonizzare il modo in cui vengono calcolate le emissioni dei servizi di trasporto e logistica. La proposta è parte del pacchetto europeo dedicato al trasporto merci più sostenibile e si basa su un principio chiaro: quando un’azienda comunica i dati emissivi legati al trasporto, quei dati devono essere costruiti secondo una metodologia condivisa.

Il riferimento tecnico è la norma EN ISO 14083:2023, standard internazionale dedicato alla quantificazione e alla comunicazione delle emissioni di gas serra derivanti dalle operazioni di trasporto. La metodologia adotta una logica “well-to-wheel”, quindi considera non solo l’uso del veicolo, ma anche la produzione e la fornitura dell’energia utilizzata durante il trasporto.

Questa impostazione aiuta a superare uno dei limiti più frequenti nella rendicontazione logistica: la presenza di dati poco omogenei. Per chi confronta diversi fornitori, diverse tratte o diverse modalità di trasporto, avere un criterio comune riduce le aree grigie e rende le scelte più fondate.

Un metodo comune, non un dato generico

La novità non sta nella richiesta di “calcolare la CO₂” in modo generico. Molte aziende lo fanno già, spesso nell’ambito del bilancio di sostenibilità o delle rendicontazioni richieste dai clienti. La novità sta nella costruzione di una base metodologica unica.

Con CountEmissionsEU, il dato emissivo del trasporto dovrà poggiare su regole comuni a tutti: perimetro di calcolo, criteri di attribuzione, uso dei dati primari, valori standard, strumenti di calcolo e modalità di verifica. Il Consiglio dell’Unione europea ha evidenziato proprio questo aspetto: la proposta mira a migliorare la comparabilità dei dati sulle emissioni GHG dei servizi di trasporto attraverso un metodo unico.

Il legame con la rendicontazione ESG

CountEmissionsEU si inserisce in un quadro più ampio di richieste europee e di mercato. CSRD, standard ESRS, catene di fornitura, carbon footprint e reporting Scope 3 stanno portando le imprese a raccogliere dati sempre più precisi sulle attività indirette.

Il trasporto è una delle aree più osservate, perché collega la produzione al mercato e perché coinvolge soggetti esterni all’organizzazione. Il GHG Protocol dedica uno standard specifico alla rendicontazione delle emissioni Scope 3 lungo la catena del valore, includendo anche categorie legate al trasporto e alla distribuzione.

Avere un metodo condiviso può ridurre il rischio di dati non confrontabili, duplicazioni, interpretazioni divergenti o richieste cliente gestite caso per caso.

Per le aziende che operano conto terzi, questo aspetto ha un peso ancora maggiore. Il cliente non cerca solo un prodotto conforme alle specifiche tecniche. Chiede affidabilità documentale, continuità operativa, capacità di risposta e dati utilizzabili nei propri sistemi di rendicontazione.

Perché il Regolamento riguarda la logistica industriale

Nel trasporto merci, il dato emissivo può diventare parte della valutazione complessiva del servizio logistico. Non conteranno solo costo, puntualità e affidabilità della consegna. Entreranno nel confronto anche metodo di calcolo, disponibilità dei dati, qualità delle informazioni e capacità del fornitore di rendere il dato utilizzabile.

Per le imprese industriali, questo può incidere su più attività. Le funzioni logistica e acquisti dovranno dialogare con sostenibilità, qualità e amministrazione. I dati forniti dai trasportatori potranno essere usati per report interni, rendicontazioni ESG, richieste dei clienti e analisi di miglioramento della catena di trasporto.

La parte più delicata sarà evitare dati formalmente corretti ma poco utili. Un valore aggregato, senza perimetro chiaro, dice poco. Un dato associato a tratta, modalità di trasporto, peso, distanza, fonte e metodo consente invece di capire dove intervenire.

Effetti sulle imprese che movimentano prodotti chimici

Le imprese chimiche lavorano spesso con flussi logistici articolati. Materie prime in ingresso, prodotti finiti in uscita, imballaggi, magazzini, trasporti nazionali e internazionali, servizi multimodali e fornitori specializzati rendono il calcolo delle emissioni più complesso rispetto a una tratta standard.

Il Regolamento CountEmissionEU può aiutare a rendere più leggibili questi flussi. La misurazione armonizzata permette di confrontare soluzioni diverse e di verificare i dati messi a disposizione dai fornitori logistici. Può anche aiutare a individuare inefficienze, tratte critiche, margini di miglioramento nel carico dei mezzi o nella scelta delle modalità di trasporto.

Per arrivare preparati, le imprese dovranno iniziare da domande operative. Quali dati sono già disponibili. Chi li raccoglie. Quali fornitori li forniscono con continuità. Quali valori derivano da stime. Quali sistemi aziendali possono integrarli. Quali report servono ai clienti.

Il ruolo di Iglom

Iglom segue con attenzione l’evoluzione delle normative europee che riguardano ambiente, qualità e supply chain. CountEmissionsEU rappresenta un ulteriore tassello di questo percorso, perché collega il tema delle emissioni alla gestione operativa della logistica e alla qualità dei dati ambientali lungo la filiera.

In questo contesto, Iglom ha deciso di intraprendere un processo strutturato di quantificazione e rendicontazione della propria impronta di carbonio a partire dal 2023, seguendo lo standard ISO 14064-1:2019.

L’obiettivo è monitorare e ridurre le emissioni di gas serra generate dalle attività dell’organizzazione, migliorando progressivamente le prestazioni ambientali e contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico. Questo percorso consente inoltre di individuare opportunità di ottimizzazione nella gestione delle risorse, con possibili benefici anche in termini di efficienza operativa e contenimento dei costi.

A breve verrà avviato il progetto di rendicontazione delle emissioni per processi, finalizzata a costruire una base dati sempre più solida, trasparente e integrabile con le future richieste normative e con le esigenze informative di clienti, partner e stakeholder.

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